La mostra C’era una mosca esplora il rapporto tra percezione, visibilità e assenza attraverso un’installazione sonora non convenzionale. Il ronzio di una mosca diventa il fulcro dell’esperienza, costringendo il pubblico a un’interazione attenta e riflessiva. L’assenza di un’opera tangibile crea una tensione che trasforma il visitatore in parte integrante dell’opera stessa. Il ciclo vitale della mosca, che coincide con la durata della mostra, rafforza il tema della transitorietà. L’installazione sfida le aspettative tradizionali sull’arte, invitando a una riflessione sulla bellezza, l’attenzione e la natura effimera della percezione.

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti
Nel panorama dell’arte contemporanea, la mostra C’era una mosca colpisce per la sua capacità di giocare con la percezione, la visibilità e l’assenza. Il fulcro dell’opera di Filippo Mazza non è un oggetto fisico, ma un suono: il ronzio di una mosca, elemento disturbante e allo stesso tempo ipnotizzante, catalizzatore dell’attenzione. L’assenza di opere tangibili crea una tensione costante nello spettatore, che si trova a cercare invano una forma concreta a cui ancorare il proprio sguardo.
L’esperienza inizia con una sensazione di vuoto. Lo spazio espositivo si presenta privo di riferimenti tradizionali, e l’osservatore viene subito catturato da un rumore sottile e fastidioso. Il ronzio della mosca diventa protagonista assoluto, imponendosi come un’opera d’arte sonora che sfida le convenzioni museali. La percezione si fa incerta: si cerca la fonte del suono, si esplorano gli angoli della sala, ma la presenza della mosca rimane sfuggente, invisibile eppure innegabile.

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti
L’uso del suono e della sua insistenza trasforma l’insetto in un simbolo carico di significato. La mosca, spesso associata all’infimo e al fastidio, qui assume un valore quasi metafisico. Il suo continuo apparire e scomparire, amplificato dal contrasto con il vuoto dello spazio espositivo, invita a riflettere sulla percezione della bellezza e sulla nostra capacità di prestare attenzione al minimo dettaglio. Il ronzio, così banale e quotidiano, si carica di un’aura quasi mistica, spingendo lo spettatore a interrogarsi sulla natura stessa dell’arte.
L’interattività della mostra è un altro elemento chiave. Il pubblico non è un semplice osservatore, ma parte integrante dell’opera: il tentativo di localizzare la mosca, il movimento nello spazio, la frustrazione crescente fanno parte dell’esperienza estetica. In questo gioco tra visibile e invisibile, la mostra si configura come un’installazione che sovverte le aspettative tradizionali, proponendo una riflessione profonda sulla percezione e sull’attesa.

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti
Il ciclo vitale della mosca dura circa un mese, diventa anche la misura della durata dell’esposizione, non un giorno di più. Un dettaglio che sottolinea l’idea di transitorietà e fragilità, facendo dell’opera un’esperienza effimera, destinata a scomparire insieme al suo piccolo protagonista.
In definitiva Mazza presenta al pubblico un esperimento sensoriale che sfida il visitatore a riconsiderare il proprio rapporto con il suono, lo spazio e la percezione dell’arte. Un’opera che, nella sua apparente semplicità, si rivela un raffinato esercizio di attenzione e sensibilità estetica.
S. F. C.
Filippo Mazza
C'era una mosca
ArtNoble Gallery, Via Ponte di Legno, 9, Milano
13 Febbraio 2025 - 13 Marzo 2025
PHOTO GALLERR

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

Installation view. Courtesy ArtNoble Gallery, ph credit Michela Pedranti

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